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Internazionalizzazione ed espatriazione
Type du projet
Photographie
Date
Avril 2023
State pensando di studiare o di trasferirvi all'estero?
La mia patente di guida è valida all'estero? Cosa devo fare l'anno successivo alla partenza? Quale sarà il mio status all'estero? Quali sono le soluzioni per la cura dei bambini? ... l'espatrio non si può improvvisare!
Vi guiderò durante il vostro espatrio per "partire e tornare con la massima tranquillità".
Avendo vissuto in diversi Paesi europei e in India, condivido con voi i miei consigli pratici e gli indirizzi essenziali per vivere serenamente tutte le fasi del vostro espatrio:
1. preparare la partenza
2. vivere all'estero
3. preparare il ritorno
4. Una lista di controllo per l'espatrio
EXPAT- NOMADE - VITA MOBILE
25 anni di esperienza
Qui sotto riporto la mia storia tratta dall'intervista di Fiorella Manini per il sito "Multicoolty"
Ho girato parecchio e non ho mai concretamente vissuto nella città dove sono nata a Niort. Nel dicembre 1992 (allora avevo 9 mesi) i miei genitori si sono trasferiti per motivi di lavoro a Trebaseleghe, in provincia di Padova, e questo fino al 1997, anno nel quale – purtroppo – siamo tornati in Francia, in Normandia questa volta, nella piccola città di Eu.
Per un periodo lampo siamo stati ad Iserlon, vicino a Dortmund, in Germania, giusto il tempo di trovare una scuola, una casa, imparare il tedesco ed eravamo tornati in Francia: il lavoro di mio padre non andava bene. Una falsa partenza insomma, ma che almeno ci ha dato l’opportunità di imparare un’altra lingua!
Così, ci siamo trasferiti al sud, nella calda e soleggiata Provenza, ad Avignone. Era il 2000 e da allora i miei genitori vivono lì – tra viaggi di lavoro e di divertimento- a Villeneuve-lez-Avignon, per l’esattezza.
Quando ho finito la maturità, a 18 anni sono voluta tornare in Italia e mi sono iscritta all’Università degli Studi di Padova, a Scienze Politiche, dopo un tentativo fallito di studiare medicina… Da medicina a Scipol, un abisso penserete? E invece dietro c’è un ragionamento semilogico: volevo diventare medico senza frontiere e quindi lavorare in ambito umanitario, per cui mi sono iscritta a Relazioni Internazionali e Diritti Umani.
Imparare l’italiano non è stato particolarmente difficile in realtà: sono partita dall’Italia a 4 anni e mezzo quindi ce l’avevo un po’ “nelle orecchie”, anche se in realtà il merito è tutto di mia madre che ha tentato in tutti i modi di tenere acceso l’italiano nelle nostre menti, a me e mio fratello che allora aveva 3 anni. La sua tecnica, geniale devo ammettere, è stata di farci credere che il lettore cassette leggeva a colore solo le videocassette italiane, e quando sei un bambino piccolo non vuoi vedere film in bianco e nero, quindi ha funzionato perfettamente.








